Simulazioni Esame PMP®
Quattro ore, 180 domande, la sessione nella forma in cui la troverai. E dietro ogni risposta, la pagina da rileggere.
Le simulazioni d’esame PMP® di PM-Online sono quattro — due intermedie da 60 e 100 domande, due complete da 180 in assetto d’esame — costruite sull’Examination Content Outline 2026, in italiano, con tutti gli otto formati di domanda previsti. Dietro ogni risposta, un razionale su quattro livelli con la citazione della fonte e la pagina esatta da rileggere: PMBOK® Guide 8ª edizione, Agile Practice Guide 2ª edizione, The Standard for Project Management. Incluse nel Corso PMP® ECO 2026, o da sole nel Pacchetto Simulazioni.

180 domande
170 valutate, 10 di pre-test
240 minuti
due pause da 10
8 formati
ci sono tutti
26 Attività
l’esame le attraversa tutte
I dati dell’esame vengono dall’Examination Content Outline 2026 del Project Management Institute.
La sessione
Nell’ordine in cui arriva
Casi di studio
la sessione si apre qui
pausa 10′
Domande indipendenti
prima metà
pausa 10′
Domande indipendenti
seconda metà
Quando una pausa comincia, la sezione che hai chiuso resta chiusa. La simulazione si comporta allo stesso modo, con le pause negli stessi punti.
C’è poi un momento che i numeri non raccontano: un caso letto in apertura torna più avanti, quando stai pensando ad altro, e devi rientrarci. All’esame quel momento arriva. Qui arriva prima.
I formati
Le otto forme di una domanda
L’Examination Content Outline 2026 ne prevede otto. Le trovi tutte:
Le aree
Le tre aree, nei pesi di oggi
L’Ambiente di business vale oggi poco più di un quarto dell’esame; nel 2021 valeva l’8%. È l’area cresciuta di più, ed è coperta per intero — come tutte e ventisei le Attività dell’ECO.
Circa il 40% delle domande riguarda l’approccio predittivo; il resto si divide fra adattivo/agile e ibrido. Le percentuali esatte per formato e per approccio cambiano da modulo a modulo, come l’ECO stesso avverte.
Il metodo
Perché allenarsi in assetto d’esame
C’è una metafora con cui Claudio Bartoloni, fondatore della scuola, racconta da anni la natura di questa prova: l’esame è una maratona. Un obiettivo alla portata di molti, ma esigente: quattro ore che chiedono un’andatura costante, una concentrazione che non deve calare, il governo delle emozioni quando una domanda scuote la fiducia. E una maratona non si prepara leggendo: si prepara correndo la distanza, in condizioni quanto più simili a quelle della gara.
La ricerca sull’apprendimento offre a questa intuizione un fondamento. Robert Bjork e Nicholas Soderstrom hanno proposto una distinzione utile — fra performance e apprendimento: la scorrevolezza che si prova rileggendo è una sensazione di padronanza, non una misura; ciò che conta è quello che riemerge quando serve, sotto vincolo, senza il libro aperto (Bjork & Soderstrom, «Learning Versus Performance», 2015). Una simulazione in assetto d’esame misura ciò che la rilettura non mostra: la tenuta, il tempo, le convinzioni che lo studio da solo non fa emergere. Non sostituisce lo studio — lo misura, e gli indica la direzione.
Un punteggio, però, da solo non insegna: quello che si impara sta nell’analisi degli errori, e l’analisi rende di più quando segue un metodo. Il primo passo è distinguere, perché gli errori non sono tutti uguali — la scuola usa da anni una classificazione in tre tipi, e ogni tipo chiede una correzione diversa.
La distrazione — il caso letto a metà, il vincolo saltato — ha due radici, e si distinguono guardando dove cadono gli errori. Quando è un vizio di lettura, si corregge con una disciplina di lettura, non con altre ore sul volume. Quando gli errori si addensano nella seconda metà della prova, è stanchezza — il calo dell’attenzione sulla durata, che nessun ripasso previene — e si allena come una resistenza: completando prove intere, in assetto reale. È una delle cose che un punteggio da solo non dice, e che la revisione della prova rende visibile.
La lacuna — il concetto non c’era: si colma sul testo, alla pagina esatta che il razionale indica.
La convinzione sbagliata — hai risposto con sicurezza, e la sicurezza veniva da un’idea errata del mestiere: è l’errore che lo studio in più non tocca, perché prima bisogna vederla cadere.
Il razionale a quattro livelli è la forma che abbiamo dato a questa analisi, perché fosse ripetibile: perché la corretta è corretta, perché ciascun distrattore cede, quale dei tre errori ti ha portato lì e con quale contromisura, dove riaprire il volume. Alla fine di una simulazione hai un punteggio, un elenco di pagine e i tuoi errori classificati: il primo dice dove sei, gli altri due dove investire le ore che restano.
Dopo la risposta
Che cosa trovi dietro ogni domanda
Rispondere è metà del lavoro. L’altra metà è quello che leggi dopo.
La prova
Una domanda, e tutto quello che c’è dietro
Questa è una domanda vera della simulazione, con il razionale che le sta dietro. Rispondi prima di leggerlo: cambia quello che ci trovi.
Le quattro simulazioni sono 520 domande. Dietro ognuna c’è esattamente questo.
Un team rilascia ogni tre settimane una porzione di prodotto che il cliente può già usare in produzione, senza attendere il completamento del resto. A ogni rilascio rifinisce anche funzioni consegnate nei mesi precedenti, sulla base dei riscontri raccolti da chi le utilizza. Come si qualifica correttamente questo modo di procedere?
Incrementale soltanto, perché ogni rilascio aggiunge una porzione utilizzabile al prodotto
Hai colto la consegna, non il ritorno. Ogni rilascio porta davvero una porzione utilizzabile — ma il caso dice anche che il team torna sulle funzioni già consegnate, e quello è il tratto iterativo. È metà della descrizione: il livello 2 mostra dove si rompe.
Adattivo, insieme iterativo e incrementale: raffina il prodotto e lo consegna a segmenti
Esatto. E la parte che conta non è averla azzeccata: è il motivo. Iterativo e incrementale non sono sinonimi né sfumature dello stesso concetto — sono due assi indipendenti, e qui ci sono entrambi. Il livello 1 lo dimostra sul testo.
Ibrido, perché combina la consegna pianificata con la revisione continua di ciò che esiste
Hai letto «combina» e hai concluso ibrido. È la convinzione più diffusa su questa Attività, e non si corregge memorizzando: l’ibrido richiede una componente predittiva, e nel caso non ce n’è nessuna. Il livello 3 la chiama per nome.
Iterativo soltanto, perché il prodotto viene raffinato attraverso cicli di lavoro ripetuti
Hai colto il ritorno, non la consegna. La rifinitura c’è davvero — ma il cliente riceve a ogni rilascio qualcosa che può già usare, e quella è la definizione di incremento. È l’errore simmetrico al primo distrattore: il livello 2 li mette a confronto.
Scegli una risposta: qui non si registra nulla, serve solo a te.
Il razionale
Da qui in avanti non è più esame: è quello che la simulazione ti dà dopo, per ognuna delle 180 domande, che tu abbia risposto bene o male.
Perché la corretta è corretta
Iterativo è come si migliora, incrementale è come si consegna. Due assi, non due sinonimi.
La domanda mette alla prova una distinzione che si dà per acquisita e quasi sempre si confonde. Il testo la enuncia così:
“The iterative approach focuses on refining and improving the project through repeated cycles (iterations). The incremental approach delivers the final product in small, usable segments (increments).”
The Standard for Project Management, §4.2.2, p. 63
Iterativo riguarda come si migliora: si torna sulla stessa cosa. Incrementale riguarda come si consegna: si aggiunge una parte che vale da sé. Sono assi indipendenti, e il caso descritto li presenta entrambi — la porzione utilizzabile a ogni rilascio è incremento, la rifinitura del già consegnato è iterazione.
La conseguenza pratica: un team può essere incrementale senza essere iterativo — consegna pezzi e non li ritocca più — oppure iterativo senza essere incrementale, come un prototipo raffinato molte volte e mai rilasciato. Solo la combinazione produce l’apprendimento su cui gli approcci adattivi contano.
Perché ogni distrattore si rompe
Le tre risposte sbagliate colgono ciascuna metà del caso. Qui c’è quale metà, e dove cede.
«Iterativo soltanto» coglie metà della descrizione. La rifinitura c’è davvero, ma il caso dice anche che il cliente riceve a ogni rilascio qualcosa che può già usare, e quella è la definizione di incremento.
«Incrementale soltanto» coglie l’altra metà. Un team puramente incrementale consegna e prosegue; qui torna sulle funzioni già consegnate, e questo è il tratto iterativo.
«Ibrido» è la scelta di chi legge «combina» e conclude ibrido. L’ibrido combina un approccio adattivo e uno predittivo, e nel caso non c’è nulla di predittivo: entrambi i tratti descritti appartengono alla famiglia adattiva.
Il meccanismo d’errore, distrattore per distrattore
Due distrazioni e una convinzione: tre cause diverse, quindi tre contromisure diverse.
Dove approfondire
La pagina esatta da riaprire — più il concetto adiacente che di solito si confonde con questo.
SPM §4.2.2 Adaptive Approaches, p. 63, con la definizione dei due assi e la durata tipica delle iterazioni fra una e quattro settimane.
Concetto adiacente — SPM §4.4 Delivery Cadence, p. 69. L’approccio dice come si sviluppa, la cadenza quando il valore arriva a destinazione: un team incrementale può consegnare internamente ogni tre settimane e rilasciare al mercato una volta l’anno. Confondere i due piani è l’errore più comune sulle domande di questa Attività.
Le fonti
Da dove viene ogni risposta
I razionali citano PMBOK® Guide 8ª edizione, Agile Practice Guide 2ª edizione e The Standard for Project Management, e attingono a tutte e tre. Ogni citazione porta il numero di pagina, e ogni pagina è stata aperta sul volume prima di finire dentro una risposta.
Per chi
Per chi ha già studiato
Per chi ha studiato e vuole vedere come regge sotto esame. Sono il complemento del Corso PMP® ECO 2026 o di qualsiasi altra preparazione.
L’offerta
Quanto costa e che cosa comprende
Le simulazioni sono quattro: due intermedie da 60 e 100 domande, per misurarsi durante lo studio, e due complete da 180 in assetto d’esame. Sono le stesse, identiche, dentro il corso e nel pacchetto.
Pacchetto Simulazioni
150 €
Le stesse 4 simulazioni incluse nel corso completo, per chi si prepara per conto proprio. Accesso per 3 mesi dall’acquisto.
Disponibile a breve. Lascia la tua email: ti scriviamo quando si apre.
Avvisami quando è disponibile
Simulazioni Extra
100 €
2 simulazioni nuove da 180 domande, diverse dalle 4 del corso e del pacchetto. Accesso per 3 mesi dall’acquisto. Richiede il corso o il Pacchetto Simulazioni.
Corso completo
300 €
Le 4 simulazioni sono già dentro. Accesso per 6 mesi dall’acquisto; i capitoli si aprono progressivamente fino a fine novembre 2026. Rinnovabile per altri 6 mesi a 150 €.
Prezzi IVA inclusa. Prezzo di lancio fino al 31 dicembre 2026.
Domande
Quello che ci chiedono più spesso
Quante simulazioni d’esame PMP® sono comprese?
Quattro: due intermedie da 60 e 100 domande e due complete da 180 domande in assetto d’esame, con la stessa struttura, gli stessi formati e le stesse pause della sessione reale. Sono comprese nel Corso PMP® ECO 2026 e disponibili anche nel Pacchetto Simulazioni a 150 €.
Le simulazioni sono aggiornate al nuovo esame ECO 2026?
Sì. Domande e razionali sono costruiti sull’Examination Content Outline 2026, in vigore dal 9 luglio 2026, e sulle tre fonti dell’edizione corrente: PMBOK® Guide 8ª edizione, Agile Practice Guide 2ª edizione e The Standard for Project Management.
Quante domande ha l’esame PMP® e quanto dura?
180 domande — 170 valutate e 10 di pre-test — in 240 minuti, con due pause da 10 minuti. La sessione si apre con i casi di studio, poi le domande indipendenti arrivano in due metà. Una volta iniziata la pausa, la sezione precedente si chiude.
Le simulazioni sono in italiano?
Sì, domande e razionali sono in italiano. Le citazioni dalle fonti riportano il testo originale in inglese con sezione e numero di pagina, perché è così che le ritrovi sul volume.
Che cosa ricevo quando sbaglio una domanda?
Un razionale su quattro livelli: perché la risposta corretta è corretta, perché ciascuno dei distrattori si rompe, il meccanismo d’errore che rende attraente ogni risposta sbagliata con la contromisura, e la pagina esatta da rileggere sul volume.
Posso comprare le simulazioni senza il corso?
Sì: il Pacchetto Simulazioni a 150 € contiene le stesse quattro simulazioni del corso, con 3 mesi di accesso, ed è pensato per chi si prepara per conto proprio o ha già seguito un altro percorso.
Quanti quesiti servono per sentirsi pronti?
Conta più il modo che il numero. Due simulazioni complete affrontate in assetto d’esame — quattro ore, senza interruzioni, con il razionale letto dopo — dicono più di centinaia di domande sciolte, perché misurano anche la tenuta sulle quattro ore e la gestione delle pause.
Le simulazioni dell’esame in vigore
180 domande, 240 minuti, otto formati — e su ogni risposta la pagina da rileggere.
Pagamento sicuro con carta di credito o bonifico bancario.


